Il blog che racconta la cucina sarda tra tradizione e innovazione
Benvenuti in “Sardegna da gustare“, un viaggio tra storie e sapori che nasce nel cuore di un’antica isola. La cucina sarda non è solo un insieme di ricette: è memoria, cultura e creatività. Ogni piatto racconta una storia, ogni ingrediente ha radici profonde nella terra e nel mare, e ogni gesto in cucina porta con sé il tempo delle tradizioni.
Troverai un dialogo continuo tra tradizione e innovazione: il blog contiene ricette classiche, tramandate di generazione in generazione, che rispettano i sapori autentici dell’isola, ed interpretazioni moderne e creative, pensate per chi ama sperimentare, combinare gli ingredienti e rivisitare i piatti con un tocco personale.
Questo blog è pensato per chi vede la cucina come un laboratorio creativo e un modo per conoscere la Sardegna attraverso i suoi ingredienti, le sue storie e le sue consuetudini culinarie. “Sardegna da Gustare” è quindi un invito a scoprire, sperimentare e assaporare: è un invito a lasciarsi guidare dai sapori dell’isola, a rispettare la tradizione ma anche a reinventarla, con curiosità e rispetto. Ogni piatto sardo, se preparato con amore, può raccontare una storia e regalare una forte emozione.

Culurgiones: 1 ricetta in 3 versioni facili, veloci e gustose
Si tratta di un tipo di pasta ripiena che nasce come un piatto povero, tipico della cultura agropastorale. La pasta è a base di semola di grano duro e farina di grano tenero, strutto, sale e acqua. Il ripieno viene adattato alla disponibilità dei prodotti: viene preparato con patate, che si mescolano a formaggi grassi, come il pecorino, e aromi, quali menta, basilico, aglio e cipolla. Possono essere serviti in bianco, con olio e pecorino, oppure con un condimento di sugo di pomodoro.
Ingredienti (per 4 persone):
- 500 g di patate
- 200 g di pecorino sardo fresco grattugiato
- 1 spicchio d’aglio
- Sale q.b.
- Pepe nero q.b.
- Un filo d’olio extravergine d’oliva
- 400 g di farina -acqua q.b
Procedimento: Lessare le patate con la buccia, poi sbucciarle e schiacciarle in una ciotola. Aggiungere pecorino, aglio tritato finemente, sale, pepe nero e un filo d’olio. Mescolare fino a ottenere un composto omogeneo. Preparare la pasta con farina e acqua, impastando fino a ottenere un panetto liscio e morbido. Lasciare riposare 30 minuti. Stendere la pasta in sfoglie sottili e ritagliare dischi di circa 8 cm. Mettere al centro di ogni disco un cucchiaino di ripieno. Chiudere i culurgiones con la tipica chiusura a spiga, pizzicando la pasta. Cuocere in acqua bollente salata per 3-4 minuti, fino a quando vengono a galla. Servire con un filo di olio extravergine e qualche foglia di menta fresca.


Segue una rivisitazione dei culurgiones tradizionali, con patate viola che forniscono colore e zenzero che dona freschezza e aggiunge una nota piccante al piatto. Questo piatto è ideale per chi ama sperimentare, per chi cerca nella cucina non solo il conforto della tradizione, ma anche il piacere della scoperta.
Ingredienti (per 4 persone):
- Foglie di basilico fresco
- 400 g di patate viola
- 150 g di pecorino sardo stagionato grattugiato
- 1 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
- Sale e pepe q.b
- 400 g di farina
- 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
Procedimento: Lessare le patate viola e schiacciarle. Unire pecorino, zenzero grattugiato, sale, pepe e un filo d’olio. Mescolare fino a ottenere un ripieno omogeneo. Stendere la pasta e ritagliare i dischi come nella ricetta tradizionale. Riempire i dischi con il nuovo ripieno e chiudere i culurgiones a spiga. Cuocere in acqua bollente salata per 3-4 minuti. Servire con un filo di olio aromatizzato al basilico e qualche foglia fresca per un tocco colorato e profumato.
Lasciando come base la ricetta originale dei culurgiones sardi, con una piccola variante, si possono gustare anche i culurgiones dolci fritti, tipici della festività di carnevale. Di seguito, viene proposta la versione con la ricotta, ma esiste anche una versione con le mandorle oppure con la crema alla vaniglia.
Ingredienti (per 4 persone):
- 150 g farina di semola di grano duro
- 20 g di strutto
- 50 ml di acqua
- 150 g ricotta di pecora
- 35 g di zucchero
- Scorza grattugiata di un limone o un arancia per aroma
- Zucchero a velo o miele
Procedimento: In una ciotola, mettere la farina di semola e lo strutto. Aggiungere l’acqua un po’ alla volta e impastare fino ad ottenere un panetto liscio e compatto.
Avvolgere l’impasto nella pellicola e lasciare riposare in frigorifero per circa 1 ora. In una ciotola, lavorare la ricotta con lo zucchero e la scorza di limone fino a ottenere una crema omogenea. Su una superficie infarinata, stendere l’impasto con il mattarello fino a ottenere una sfoglia sottile.
Distribuire piccole quantità di ripieno a distanza regolare sulla sfoglia. Coprire con un secondo strato di sfoglia e sigillare: nella versione dolce, la chiusura è a mezzaluna, non a spiga. Scaldare l’olio per friggere in una padella profonda; quando è ben caldo, immergere i dolci pochi alla volta e friggere fino a doratura da entrambi i lati. Scolare e lasciare asciugare su carta assorbente. Una volta tiepidi, spolverare con zucchero a velo oppure spennellare con miele; infine grattugiare un po’ di scorza di limone o d’arancia per un tocco aromatico

Curiosità sulla chiusura dei culurgiones
Si tratta di una “chiusura a spiga”, detta sa spighitta, un intreccio a mano che ricorda una spiga di grano. Questo tipo di chiusura non è solo decorativo: rappresenta un simbolo di fertilità, abbondanza e gratitudine per il raccolto di grano, un omaggio alle radici agricole e pastorali della Sardegna. La forma della spiga veniva interpretata come un sigillo beneaugurante: i culurgiones, chiusi con attenzione, “trattenevano” la fortuna all’interno del piatto e la portava a chi lo mangiava. Ogni famiglia aveva un modo leggermente diverso di chiudere i culurgiones: la forma della spiga quindi diventa una vera e propria “firma familiare”. Questa tradizione rende il piatto portatore di una memoria domestica, unica e irripetibile.
